[…] la definitiva eclisse dell’egemonia unilateralista statunitense, non ancor giunta a completa maturazione e tanto meno còlta dall’opinione pubblica mondiale nella sua irreversibile sostanza, eppure già accettata e legittimata dalla lucida ammissione del presidente Barack Hossein Obama, comporta per forza di cose anche una ridefinizione di equilibri ed alleanze. Questo libro mira alla definizione d’uno spazio eurasiatico in rapporto alle realtà e alle esigenze emerse negli ultimi anni: sarebbe molto riduttivo definirlo una raccolta di saggi a carattere geostorico o geopolitica. Alla base c’è un’esigenza progettuale che definirei civica. Non è per nulla poco. Di quanto qui è esposto, magari addirittura per la prima volta, il XXI secolo dovrà tornar a parlare: e molto.
[dall’introduzione di F. Cardini]
CON IL CONTRIBUTO DI:
Franco Cardini, Aldo Ferrari, Fabrizio Vielmini, Alexander Dugin, Daniele Lazzeri, Andrea Marcigliano, Alberto Micalizzi, Ermanno Visintainer, Federico Prizzi, Andrea Forti, Salvatore Santangelo, Claudio Tessaro de Weth, Marco Cochi, Tonino Puggioni.
Le pagine di questo libro ci conducono verso la fruizione di una storia tanto significativa quanto sorprendente. Dall'impero Unno di Attila alla sua propaggine ostrogota, dalle tradizioni sciamaniche sino alla "paura dei mongoli" nell'Europa del XVIII secolo e alle strane, bislacche tesi di conversione e di crociata ch'essi suscitarono, l'Europa tardoantica e medievale conobbe numerosi e notevoli legami con l'Asia Centrale ed anche Orientale. Ma l'analisi procede oltre, fino al corto circuito russo-mongolo, così come si configura nella storiografia eurasiatica, fino ad arrivare alla strabiliante avventura del Barone Roman Fiodorovich von Ungern-Sternberg, tragicamente conclusasi a Novosibirsk nel settembre del 1921.
Brossura 15 x 21 cm. pag. 294 con alcuni disegni b/n